Proposizione del fronte polisaro per una soluzione politica

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Risposta politica (Radiokcentrale.it)

I / Il conflitto del Sahara Occidentale è una questione di decolonizzazione:

1. Apparso dal 1965 nella lista dei territori non autonomi del Comitato per la Decolonizzazione del Nazioni Unite, il Sahara Occidentale è un territorio il cui processo di decolonizzazione è stato avviato interrotto dall’invasione e occupazione marocchina del 1975 e che rientra nell’applicazione della Risoluzione 1514 (XV) dell’Assemblea Generale sulla Dichiarazione sulla Concessione dell’Indipendenza ai popoli e ai paesi coloniali.

2. L’Assemblea Generale e il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite hanno identificato questo conflitto come essendo un conflitto di decolonizzazione che oppone il Regno del Marocco al Fronte Polisario di cui La soluzione richiede che il popolo Saharawi eserciti il ​​proprio diritto all’autodeterminazione.

3. Allo stesso modo, la Corte Internazionale di Giustizia, su richiesta dell’Assemblea Generale, ha, in parere legale, datato 16 ottobre 1976, stabilì, con tutta chiarezza, che “gli elementi e le informazioni portate alla sua attenzione non stabiliscono alcun legame di sovranità territoriale tra il territorio del Sahara occidentale da un lato, del Regno del Marocco o dell’intera Mauritania dall’altro andare. La Corte non ha pertanto ravvisato alcun nesso giuridico idoneo a modificare l’applicazione dell’art risoluzione 1514 (XV) dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite riguardante la decolonizzazione Sahara Occidentale e, in particolare, l’applicazione del principio di autodeterminazione attraverso l’espressione libera e autentica delle popolazioni del territorio”.

4. Infine, il 29 gennaio 2002, su richiesta del Consiglio di Sicurezza, il Consigliere Legale delle Nazioni Unite stabilito, altrettanto chiaramente, che il Marocco non era la potenza amministratrice del territorio, che gli accordi di Madrid del 1975 che condividevano il territorio tra Marocco e Mauritania non lo avevano fatto non hanno trasferito alcuna sovranità ai loro firmatari e, infine, che lo status del Sahara Occidentale, come in quanto territorio non autonomo, non era stato interessato da questi accordi.

II / La soluzione del conflitto passa attraverso l’indizione di un referendum di autodeterminazione

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Cosa accade? (Radiokcentrale.it)

5. La questione del Sahara Occidentale è stata identificata dalla comunità internazionale come
trattandosi di una questione di decolonizzazione, gli sforzi per risolverla hanno quindi, del tutto naturalmente, istituito con lo scopo di offrire alle popolazioni di questo territorio l’opportunità di decidere del proprio futuro un referendum di autodeterminazione libero ed equo.

6. Il Piano di Risanamento approvato dalle due parti in conflitto, il Regno del Marocco e il Fronte Polisario, e dal Consiglio di Sicurezza attraverso le risoluzioni 658 (1990) e 690 (1991), integrate da gli Accordi di Houston negoziati e firmati nel settembre 1997 dal Regno del Marocco e dal Fronte Polisario, sotto l’egida di James Baker III, inviato personale del Segretario generale delle Nazioni Unite, e approvato dal Consiglio di Sicurezza, così come il Piano di Pace per l’autodeterminazione dei popoli del Sahara Occidentale o Piano Baker, approvato dal Consiglio di Sicurezza con la risoluzione 1495 (2003), prevedono lo svolgimento di un referendum di autodeterminazione nel Sahara Occidentale. Tutti questi gli sforzi sono falliti a causa del rifiuto dei propri impegni da parte del Regno del Marocco internazionale.

III / Disponibilità del Fronte Polisario a negoziare in vista dell’indizione di un referendum di autodeterminazione e la concessione di garanzie post-referendum al Marocco e ai residenti marocchini nel Sahara Occidentale

7. Il Fronte Polisario che, con un atto unilaterale, ha decretato un cessate il fuoco che da allora ha mantenuto scrupolosamente rispettato e che ha accettato ed attuato in buona fede il Piano di Conciliazione mediante il quale è stato deciso lo spiegamento della Missione delle Nazioni Unite per il Referendum nel Sahara Western (MINURSO), così come gli Accordi di Houston e che hanno onorato tutti gli impegni che ha contratto a prezzo di concessioni spesso dolorose da offrire al popolo sahrawi la possibilità di decidere liberamente del proprio destino, ribadisce solennemente la propria adesione al Piano Baker e si dichiara pronto a negoziare direttamente con il Regno del Marocco, sotto l’egida delle Nazioni Uniti, le modalità della sua attuazione nonché quelle dell’indizione di un referendum di un’autentica autodeterminazione nel Sahara Occidentale, nel rigoroso rispetto dello spirito e della lettera della risoluzione 1514 (XV) dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e con lo schema previsto nel quadro del Piano Baker, vale a dire la scelta tra indipendenza e integrazione nel Regno di Marocco e autonomia.

8. Il Fronte Polisario si impegna inoltre ad accettare i risultati del referendum, qualunque essi siano. E negoziare già con il Regno del Marocco, sotto l’egida delle Nazioni Unite garanzie che è disposta a concedere alle popolazioni marocchine residenti nel Sahara Occidentale per 10 anni così come nel Regno del Marocco in campo politico, economico e sicurezza, nel caso in cui il referendum di autodeterminazione porti all’indipendenza.

9. Le garanzie da negoziare tra le due parti consisterebbero in:

9.1: il riconoscimento reciproco e il rispetto della sovranità, dell’indipendenza e dell’integrità territoriale dei due paesi secondo il principio dell’intangibilità dei confini ereditati dal periodo dell’indipendenza;

9.2: la concessione di garanzie relative allo status, ai diritti e agli obblighi del marocchino
popolazione del Sahara Occidentale, compresa la sua partecipazione alla vita politica, economica e sociale il territorio del Sahara Occidentale. A questo riguardo, lo Stato Saharawi potrebbe concedere ai Saharawi cittadinanza a qualsiasi cittadino marocchino legalmente stabilito nel territorio che ne faccia richiesta;

9.3: l’accordo su modalità eque e reciprocamente vantaggiose che consentono il lo sviluppo e lo sfruttamento congiunto delle risorse naturali esistenti o potenziali scoperto durante un determinato periodo di tempo;

9.4: l’istituzione di formule di partenariato e di cooperazione economica nei diversi ambiti economici, settori commerciale e finanziario;

9.5: la rinuncia da parte delle due parti, su base reciproca, a qualsiasi compenso per il materiale
le distruzioni avvenute dall’inizio del conflitto nel Sahara Occidentale;

9.6: conclusione di accordi di sicurezza con il Regno del Marocco e con il paesi della regione che potrebbero essere interessati;

9.7: l’impegno dello Stato Saharawi a collaborare strettamente anche con il Regno del Marocco come con gli altri paesi della regione, al fine di portare a termine l’integrazione processo del Maghreb;

9.8: la disponibilità dello Stato Saharawi a partecipare con il Marocco e i paesi della regione nel mantenimento della pace, della stabilità e della sicurezza dell’intera regione di fronte alle differenze minacce che potrebbero colpirlo. Allo stesso modo, lo Stato Saharawi considererebbe positivamente qualsiasi richiesta delle Nazioni Unite e l’Unione Africana a partecipare alle operazioni di mantenimento della pace.

10. Il Frente POLISARIO è pronto, sotto gli auspici delle Nazioni Unite e con il l’approvazione e il sostegno del Consiglio di Sicurezza, per avviare negoziati diretti con il Regno del Marocco sulla base dei suddetti parametri, al fine di raggiungere un accordo giusto e duraturo e una soluzione politica reciprocamente accettabile che preveda l’autodeterminazione dei popoli Sahara occidentale in conformità con le pertinenti risoluzioni delle Nazioni Unite, principalmente il Risoluzione 1514 (XV) dell’Assemblea Generale, apportando così pace, stabilità e prosperità al tutta la regione del Maghreb.

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