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La
Repubblica Araba Saharawi Democratica
Il 27 febbraio 1976 il Fronte Polisario proclama
l'indipendenza della Repubblica Araba Saharawi Democratica, con
l'appoggio dell'Algeria. Inizia la guerra. Dopo pochi anni, la
Mauritania nel 1979 è costretta alla resa e firma un accordo
di pace con il Polisario rinunciando ad ogni pretesa sull'ex Sahara
Occidentale. Nello stesso anno, dopo molti altri paesi, anche
la Spagna riconosce il Polisario. Nel 1982 la R.A.S.D. è
ammessa all'Organizzazione per l'Unità Africana.(OUA).
La R.A.S.D. inizia a tessere una serie di rapporti internazionali
che porteranno al riconoscimento di questo stato in esilio da
parte di quasi 80 paesi e alla apertura di diversi uffici di rappresentanza
in Europa e nel mondo. Nel frattempo, la guerra ha costretto quasi
i due terzi della popolazione a rifugiarsi nella regione algerina
di Tindouf in una serie di campi profughi.
Nel 1988 su proposta delle Nazioni Unite viene delineato dalle
parti in causa un piano di pace per una risoluzione pacifica del
conflitto del Sahara Occidentale.
Il piano di pace del 1991
Il piano di pace dell'ONU, siglato dal Marocco
e dal Fronte Polisario nel 1991 prevede oltre al cessate il fuoco,
la costituzione di un corpo di pace (la MINURSO, ovvero Missione
delle Nazioni Unite per il Referendum nel Sahara Occidentale),
la definizione delle liste elettorali con un censimento che parte
da quello effettuato dagli spagnoli nel 1974 tenendo conto dell'accrescimento
della popolazione e dei suoi movimenti e lo svolgimento di un
referendum di autodeterminazione. La prima data ufficiale fissata
per lo svolgimento del Referendum era il 1992
Il referendum di autodeterminazione che doveva sancire il diritto
del popolo Saharawi a scegliere tra indipendenza e annessione
al Marocco è stato rinviato di anno in anno. Dopo il successo
degli accordi di Huston, firmati dal Marocco e dal Polisario nel
1997 si è convenuto su la base dei votanti, il ritorno
dei rifugiati, il codice di condotta per la campagna elettorale,
lo scambio dei prigionieri di guerra, la liberazione dei detenuti
politici il posizionamento delle forze militari marocchine e saharawi
e il ritiro parziale delle forze armate marocchine. Sono state
quindi istituite apposite commissioni di identificazione nei territori
occupati dal Marocco, nei territori liberati e nei campi profughi.
La difficile operazione di identificazione del corpo elettorale
si è conclusa nel dicembre 1999. Il Marocco ha presentato
circa 75.000 richieste di appello, da allora non è più
stato possibile fissare una nuova data di realizzazione.
Il mandato della MINURSO abbia riceve un'ulteriore proroga dal
Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che estende il suo
mandato fino a Gennaio 2003.
Nel consiglio di sicurezza del 27 Luglio 2002, viene stata definitivamente
accantonata la proposta Anglo-Franco-Americana che chiedeva di
annettere i territori del Sahara Occidentale al Marocco, con l'ipotesi
di amministrazione transitoria del territorio del Sahara Occidentale,
della durata di cinque anni, basata su un accordo quadro fra tutte
le parti e al termine del quale dovrebbe comunque svolgersi il
referendum per l'autodeterminazione. Il fronte Polisario non accetta
questa proposta, riportando l'obiettivo del Piano di Pace al diritto
all'autodeterminazione del popolo Saharawi. L'ONU a quel punto
decide di prolungare il Piano di Pace fino a Gennaio 2003 tornado
a considerare la realizzazione del referendum come fondamentale
obiettivo.
La situazione attuale: il nuovo quadro internazionale
Nel luglio 2003 la svolta o meglio l'apertura
del Fronte Polisario alla proposta al Nuovo di Piano di Pace stilata
dall'ex Segretario di Stato James Baker, inviato speciale del
segretario delle Nazioni Unite nella regione.
Il piano Baker si propone come una sorta "raod map"
e si articola in 2 fasi: entro 1 anno dalla sua approvazione,
è prevista l'elezione di un'Autorità del Sahara
Occidentale che amministrerebbe congiuntamente con il Marocco
il territorio "occupato". Dopo questo periodo di transizione
della durata di 5 anni verrà convocato un referendum per
la scelta di status dell'area : integrazione al Marocco - autonomia
- indipendenza (per i dettagli sul Piano e le sue implicazioni
ascolta intervista con Omar Mih rappresentante in Italia per il
Fronte Polisario sul sito).
Il Fronte Polisario si dichiara disponibile ad "un'esplorazione"
del Piano e costringe di conseguenza il Governo di Rabat ad esporsi.
La reazione è intransigente e porta ad un rifuito netto
del Piano da parte del Marocco.
Al contrario, Stati Uniti, Spagna e tutti gli altri membri del
Consiglio di Sicurezza appoggiano Baker, ad eccezzione della Francia,
che in seguito cambierà posizione.
Il 31 luglio 2003 Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite
approva all'unanimità la Risoluzione N.1495 presentata
da J. Baker e rinnova il mandato alla MINURSO per 3 mesi (fino
al 31 ottobre 2003), per poi dare avvio all'applicazione del Piano
di Pace.
Per evitare il veto della Francia, nel testo della Risoluzione
si raggiunge una mediazione: si appoggia il Piano di Pace per
l'autodeterminazione del popolo Saharawi come soluzione politica
del conflitto ma "in base all'accordo delle due parti".
L'inserimento di questa frase fa intendere che il Piano Baker
si applicherà solo se le 2 parti saranno in accordo.
Il 28 ottobre 2003, il Consiglio di Sicurezza ha esteso il mandato
alla MINURSO fino al 31 gennaio 2004 per dare più tempo
al Marocco di riflettere sul nuovo Piano di Pace .
Nonostante le speranze di una soluzione della vicenda saharawi
, la situazione non si sblocca e in data 30 aprile 2004 , il Consiglio
di Sicurezza dell'Onu con una nuova Risoluzione , la numero 1541,
rinvia di ben 6 mesi il mandato alla MINURSO (ottobre 2004), in
attesa di un cambiamento di rotta da parte del Marocco.
D'altro canto il governo di Rabat ,con il suo atteggiamento intransigente,
dovrà fare i conti con un nuovo fronte internazionale visto
il fallimento delle pressioni esercitate nei confronti dell'ONU
e la rimessa in gioco delle alleanze. Gli interessi economici
sono molto alti : Stati Uniti , Francia e Inghilterra (leggi la
compagnia petrolifera Kerr McGee e la francese TotalFina e la
britannica Wessex Exploration) hanno firmato contratti con il
Marocco per la realizzazione di esplorazioni e sfruttamento delle
risorse petrolifere presenti nel Sahara Occidentale, oltre a quelli
precedentemente sottoscritti per le riserve di fosfato e di uranio.
Ricordiamo che la compagnia petrolifera Wessex Exploration(http://www.wessexexploration.co.uk)
ha iniziato i lavori di esplorazione petrolifera nella piattaforma
continentale di L'Aaiún, nel Sahara Occidentale, in violazione
ai diritti del popolo saharaui. La zona interessata si trova per
la maggior parte nel Sahara Occidentale occupata dal Marocco che,
sottolineiamo, non gode di nessun diritto di sovranità
sulle risorse naturali del Sahara Occidentale. In un giudizio
giuridico l'ONU ha stabilito chiaramente che le risorse del Sahara
Occidentale possono essere solo sfruttate nell'interesse della
popolazione del territorio, e non si può fare senza l'accordo
dei suoi rappresentanti. Documento del Consiglio di Sicurezza
S/2002/161.
La lotta del popolo saharawi continua!!
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