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venerdì 27 novembre 2009
Haidar si rifiuta un'altra volta di chiedere un nuovo passaporto mentre la sua salute si aggrava
"Preferisco che i miei due figli vivano con dignità e senza madre a che la perdano", dichiara l'attivista.
CANARIAS AHORA. ARRECIFE. - BELÉN MOLINA
"Preferisco che i miei due figli vivano con dignità e senza madre a che la perdano", dichiara l'attivista.
La salute di Aminatou Haidar peggiora Haidar si alza ogni mattina verso le nove. Prega e si lava in una zona dell'aeroporto di Guacimeta che le hanno concesso solo per uso del personale. Quindi si sdraia su un materassino, in un angolo del terminale 1, e lì rimane fino a alle nove della sera quando torna di nuovo nella guardiola dove dorme, accompagnata sempre da alcuni attivisti saharaui.
La portano su una in sedia a rotelle. La devono aiutare ad alzarsi. Giovedì è l'undicesimo giorno di sciopero e si alimenta solo di acqua e zucchero. Non ha fatto caso al medico che la visita che la controlla e certifica che, in effetti, lo sciopero della fame sta distruggendo il suo corpo. Il medico, Domenico de Guzmán, direttore dell'Ospedale Insulare di Lanzarote, le ha detto che le deve fare subito una flebo, ma Haidar ha rifiutata, come si è rifiutata di chiedere un nuovo passaporto al consolato marocchino di Las Palmas e si è rifiutata di chiedere lo statuto di rifugiata, l'unica offerta che ha ricevuto da parte di Moratinos. L'ultima notizia è che se chiede il passaporto, Spagna farà il possibile affinché torni a L'Aaiún. Rifiuta.
Haidar classifica la sua situazione come un sequestro dello Stato spagnolo che ha consentito che fosse deportata dal Marocco il 14 di novembre, mettendola su un aereo contro la sua volontà, che entrasse in territorio nazionale senza passaporto ed ora non possa ritornare a casa sua a L'Aaiún perché non ha passaporto. "La complicità tra Marocco e Spagna è chiara", afferma Aminatou con un filo di voce ma con forza. "Non temo la morte e preferisco che i miei due figli vivano con dignità e senza madre a che la perdano." Nonostante l'abbiano raccomandata di non parlare per non spendere calorie, Aminatou Haidar parla da quel piccolo feudo che le hanno creato a Guacimeta a decine di simpatizzanti con la causa saharaui, giornalisti e anche turisti. Venerdì arriverà da New York una delegazione del Centro Robert. F. Kennedy, lo stesso che le data un premio per il suo lavoro a favore dei diritti umani nel 2008. La Silver Rose Award del Parlamento Europeo accetta di parlare con tutti. Giovedì ha incontrato una delegazione di associazioni di solidarietà col popolo saharaui arrivata da Madrid; mercoledì, un'altra delegazione dell'Andalusia.
I primi segni della sua debolezza sono le coperte con le quali si copre. Ha freddo causa la discesa della temperatura corporale. Dopo 11 giorni di sciopero della fame la pressione è bassa ed il polso si accelera. Il fegato somministra il glucosio di cui ha bisogno dell'organismo ma il prezzo è la sua usura. Aminatou insiste che non uscirà dall'aeroporto senza tutti i suoi diritti riconosciuti.
La notizia che Rodríguez Zapatero cerca "un'uscita a questo problema" solleva l'animo di almeno le 10 persone che badano a Haidar, ma non si è mosso ancora nulla, ad un mese e mezzo che la Spagna assuma la presidenza dell'Unione Europea. Uno dei compiti del presidente sarà appianare la strada affinché il Marocco assuma un statuto speciale nell'UE. Il caso Haidar è una polveriera che ha messo in scacco la diplomazia spagnola.
Come ha pubblicato le Canarie 7, Haidar è stata spiata dai servizi di segreti marocchini quando ha incontrato i membri del Polisario tra il 5 e il 9 di novembre. Dopo è andata a Madrid per un check-up medico, è tornata a Las Palmas il giorno 12 ed il 13 è volata a L'Aaiún. Il suo scopo era riunirsi con la famiglia ma anche protestare per l'arresto di sette attivista saharauis nel settembre scorso , accusati di alto tradimento e che rischiano la pena di morte. Appena scesa a L'Aaiún fu fermata dalla Polizia marocchine e 24 ore e dopo l'obbligarono a partire per Lanzarote senza documentazione alcuna, cosa che il Consiglio Generale dell'Avvocatura pensa potrebbe essere ovviamente un delitto penale attentato contro le libertà ed una violazione della Costituzione Spagnola che protegge il diritto alla libera circolazione delle persone.
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