CRESCE LA SOLIDARIETÀ CON AMINATOU
LA SPAGNA DISPOSTA A CONCEDERE LO STATUS DI RIFUGIATA
MA IL MAROCCO MINACCIA UNA NUOVA ESPULSIONE
Il Ministero degli Affari Esteri spagnolo è disposto a concedere lo statuto di rifugiata politica all'attivista saharaui Aminatu Haidar, purché lo chieda, per farle avere i documenti necessari per potere ritornare in Marocco. Secondo il ministero questa potrebbe essere una via d'uscita per risolvere il caso di Haidar chi è da cinque giorni in sciopero di fame nell'aeroporto di Lanzarote dopo che il Marocco l'ha costretta espulsa da L'Aaiún, la capitale del Sahara occidentale. Questa soluzione è l'alternativa se Aminetou respingerà l'altra opzione che consiste nel chiedere un nuovo passaporto nel Consolato marocchino alle Canarie.
Aminetou ha risposto "Io non sono venuto in patera. Il Governo spagnolo ha accettato e ha contribuito in questo fatto che è una violazione dei diritti umani, mi ha facilitato l'entrata in Spagna, deve farmi tornare su un aereo, non in una patera".
Aminetou ha anche rifiutato la proposta marocchina di chiedere un nuovo passaporto perché " ho già un passaporto in vigore". Aminetou ha aggiunto che l'offerta di asilo politico presuppone " ancora una volta che il Governo spagnolo nega al popolo saharaui la sua patria e la sua esistenza" ed è" indignata" per lei e per tutto il popolo saharaui.
Ricordando che oggi è il Giorno Mondiale dell'Infanzia, ha colto l'occasione per trasmettere al Governo della Spagna un messaggio dei suoi figli che sollecitano che riveda la sua decisione e la restituisca al Sahara Occidentale.
In sciopero della fame da domenica e nonostante il precario stato di salute ha espresso l'intenzione di rientrare sabato a L'Aiun con un volo di linea dove risiedono sua madre ed i suoi due figli.
Secondo il presidente dell'Associazione Sáhara Marocchino, Reda Taoujni, il ritorno della Ghandi saharaui non è possibile se non accetta la nazionalità marocchina.
Il" problema" è che" ora Haidar costituisce un pericolo per la nostra sicurezza interna. E se si realizzano le sue aspettative di ritornare questo sabato a L'Aaiún, sarà immediatamente imprigionata o espulsa di nuovo", ha detto Taoujni
L'attore Guillermo Toledo è arrivato all'Aeroporto di Guacimeta a Lanzarote per appoggiare la protesta di Aminetou.
Dopo aver criticato aspramente le dichiarazioni di Moratinos ha detto "Credo che fosse il mio dovere stare a fianco di una donna che rappresenta la lotta tenace contro le persecuzioni di un governo - quello del Marocco - e dei paesi complici".
Inoltre, Toledo ha detto che" Haidar morrà qui se non torna a casa sua. È stata torturata ed imprigionata dal governo marocchino ma continuerà a lottare fine alla fine. L'ho vista un po' debole ma ha un morale di ferro ferro." Per l'attore," Haidar è un esempio degli sforzi per la pace e l'integrazione di un popolo abbandonato."
Dalla notte scorsa, Aena ha adibito un locale fuori dal terminale affinché Aminetou possa passare le notti protetta dal freddo e dalla pioggia.
Una trentina di eurodeputati chiedono il ritorno nel Sahara dell'attivista Aminatou Haidar
Eurodeputati del Gruppo della Sinistra Unitaria Europea e dei Verdi, hanno inviato venerdì un comunicato al Servizio di Comunicazione Saharaui in Canarie (SCSC) "esigendo il ritorno nel Sahara di Aminatou Haidar e la liberazione dei sette attivisti dei diritti umani arrestati l'8 ottobre a Casablanca."
I 30 eurodepudati che hanno firmato l'appello sono : Ana Gomes, Miguel Portas, Raül Romeva, Willy Meyer, Judith Sargentini, Ska Keller, Jill Evans, Barbara Lochbihler, Ulrike Lunacek, Nicole Kiil-Nielsen, Frieda Brepoels, Michael Cashman, Jean-Paul Besset, Françoise Castex, Bart Staes, Oriol Junqueras, Heide Rühle, Norbert Neuser, Rui Tavares, Marisa Matias, Patrick Le Hyaric, Eva-Britt Svensson, Lothar Bisky, José Bové, Linda Mcaven, François Alfonsi, Pascal Canfin, Yannick Jadot, Catherine Grèze y Guido Milana.