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Il Marocco aaresta la Pasionaria dell'indipendentismo saharaui
Aminatou Haidar ritornava dagli Stati Uniti dove è stato premiata per la sua difesa dei diritti umani.
Ignacio CEMBRERO - Madrid - 13/11/2009
La Pasionaria dell'indipendentismo saharaui, Aminatou Haidar, 42 anni, è stata fermata oggi, al suo arrivo a L'Aaiún (Sahara Occidentale), e i due giornalisti spagnoli, Pedro Barbadillo e Pedro Guillén che l'accompagnavano trattenuti dalla polizia marocchina, secondo fonti locali e consolari.
Alcune ore dopo l'atterraggio dell'aeroplano nella capitale del Sahara Occidentale, Mariano Collado, l'unico funzionario spagnolo presente nell'antica colonia spagnola, non aveva potuto parlare ancora il giornalista Barbadillo e il fotografo Guillén, secondo le stesse fonti. I giornalisti non sono arrestati, ma la polizia marocchina li vuole interrogare.
"Temo essere di nuovo arrestata quando rientrerò", aveva detto Haidar a questo corrispondente, agli inizi della settimana a Madrid dove si cura periodicamente in un ospedale pubblico per curare le conseguenze dei quattro passati come "scomparsa" per aver rivendicato l'indipendenza del Sahara.
Haidar ha fatto scalo a Madrid e a Las Palmas dopo un viaggio negli Stati Uniti. A New York ha ricevuto, alla fine di ottobre, il Premio Coraggio Civile 2009 della Fondazione Train. L'anno scorso aveva ottenuto il massimo premio che concede la Fundación Robert Kennedy e nel 2006. Per il suo impegno nel rivendicare diritti senza ricorrere alla violenza è stata soprannominata la" Ghandi saharaui."
L'agenzia di stampa ufficiale marocchino MAP ha informato dell'arresto di Haidar all'aeroporto per il suo "rifiuto a compiere le formalità amministrative" che consistono nel riempire un foglio di entrata nel paese nel quale si chiede l'identità, la residenza e la nazionalità del viaggiatore.
Il 6 novembre, in occasione del 34 anniversario della Marcia Verde che permise al Marocco di impadronirsi del Sahara, il re Mohamed VI ha fatto un discorso nel quale sollecita la giustizia e le forze di sicurezza ad agire con più fermezza contro" i nemici dell'integrità territoriale del Marocco", quelli che rivendicano l'indipendenza dell'antica colonia spagnola. Bisogna rovinare, ha aggiunto," i complotti orditi contro la marocchinità del nostro Sahara."
"Il contatto col nemico è tradimento", ha proseguito il monarca. Non a caso un mese prima sette rappresentanti dell'indipendentismo saharaui erano stati fermati al loro arrivo all'aeroporto di Casablanca su un volo proveniente dall'Algeria. Avevano visitato per nove giorni gli accampamenti dei profughi saharauis a Tinduf, sudovest dell'Algeria, amministrati dal Fronte Polisario.
La procura li ha accusato di" collaborazione col nemico" e saranno giudicati a breve da un tribunale militare. Durante il regno di Mohamed VI nessun civile è comparso fino ad ora davanti ad un tribunale militare. Amnesty International li ha assunti come prigionieri di opinione. |