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MAZZA E BORGHI AI BAMBINI DEL SAHARAWI:
CONTINUEREMO L'IMPEGNO PER I DIRITTI DEL VOSTRO
POPOLO
Un incontro inusuale quello che si è tenuto
oggi nella sede dell'Assemblea legislativa tra i rappresentanti
dell'istituzione, i consiglieri regionali Gianluca Borghi (verdi)
e Ugo Mazza (ds), e 80 bambini (età media 8 anni) provenienti
dai campi profughi Saharawi di Tindouf, in Emilia-Romagna per
un soggiorno di 2 mesi (dal 30 giugno al 30 agosto).
Ai giovanissimi ospiti (definiti "i migliori ambasciatori
del popolo Saharawi") sia Borghi che Mazza hanno parlato
di grandi problemi che forse, al contrario di quanto è
avvenuto, loro coetanei europei avrebbero faticato a seguire.
Gianluca Borghi ha dato loro il benvenuto ricordando le esperienze
analoghe organizzate negli anni li passati: grazie ad esse - ha
detto- decine di ragazzi Saharawi sanno di poter trovare nelle
case dell'Emilia-Romagna la loro casa e tante famiglie della nostra
regione, ed i loro figli, sanno di aver imparato molto da queste
permanenza. Quando noi, e chiunque, potremo andare liberamente
nel Sahara Occidentale - ha aggiunto - vorrà dire che avremo
raggiunto l'obiettivo per il quale il vostro popolo sta lottando.
Fino a quando questo non accadrà la Regione Emilia-Romagna
continuerà a lavorare sul fronte umanitario, per costruire
migliori condizioni nei campi profughi e si impegnerà anche
sul fronte politico per il riconoscimento del diritto all'autodeterminazione
del popolo Saharawi. Vi ringrazio - ha concluso - per la gioia
che portate nelle nostre case."
Ugo Mazza ha poi sottolineato il concreto lavoro svolto per estendere
le iniziative di solidarietà e per aiutare sul piano politico
la causa del popolo Saharawi. "Recentemente - ha detto -
a Firenze, assieme a rappresentanti delle Regioni Toscana e Lazio,
abbiamo cominciato a mettere a punto un'iniziativa europea in
favore dell'autodeterminazione del popolo del Saharawi e dello
svolgimento del referendum.
Nei prossimi mesi lavoreremo per associare altre Regioni, italiane
ed europee a questa iniziativa. Ieri, appreso l'arresto di Alì
Salem Tamek, l'ultimo di una lunga serie, abbiamo espresso la
protesta contro un atto illegale ed abbiamo chiesto che cessino
gli arresti nei confronti dei partecipanti a pacifiche manifestazioni.
La prossima settimana, abbiamo posto al voto dell'Assemblea legislativa
un ordine del giorno a favore della causa Saharawi per ribadire
l'impegno di solidarietà verso questo popolo grazie anche
al contributo delle associazioni di volontari; chiedere che cessi
la repressione, e che il nostro paese e l'Europa sostengano l'attuazione
del piano Onu."
Dopo i due consiglieri ha preso la parola Cinzia Terzi, da tempo
coinvolta nelle attività a favore dei profughi, che ha
ribadito la necessità di continuare a tenere acceso l'interesse
nei confronti della terribile situazione che essi vivono, sia
con iniziative politiche che umanitarie. È infine intervenuto
un rappresentante del movimento Polisario che ha evidenziato la
pacifica ribellione del popolo Saharawi (in corso da maggio di
quest'anno) nei confronti delle arroganti posizioni del Marocco:
arresti di centinaia di persone che hanno l'unica colpa di aver
partecipato a manifestazioni pacifiche, opposizione all'indizione
del referendum per l'autodeterminazione. Anche da lui è
venuta la richiesta di iniziative del Governo e delle istituzioni
italiane sul Marocco per fare rispettare i diritti violati.
L'organizzazione del soggiorno dei bimbi del Saharawi (tra essi
alcuni disabili seguiti dalla rete di Reggio Emilia nell'ambito
del progetto co-finanziato dalla Regione, e altri che saranno
curati a Modena, assistiti dalla rete di associazioni locali)
è curata non solo da Associazioni e Comitati di solidarietà
operanti in regione, ma anche da realtà non emiliano-romagnole,
come le Associazioni ed enti locali di Mantova, Bergamo, Lecco,
Pavia e La Spezia.
Le province emiliano romagnole coinvolte sono: Rimini, Ferrara,
Bologna, Modena, Reggio Emilia e Parma.
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