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Il 12 novembre ricorre il 30° anniversario dell’invasione marocchina del Sahara Occidentale. L’ingresso delle truppe marocchine segnava la fine del colonialismo spagnolo e l’inizio di quello marocchino. Oltre centomila persone venivano cacciate dalle loro case e dalle loro terre, costrette a cercare rifugio nei campi profughi allestiti lungo il confine algerino. Da trent’anni il popolo saharawi cerca giustizia e dignità chiedendo l’applicazione della risoluzione delle Nazioni Unite, in cui è stabilito che si tenga un referendum di autodeterminazione per porre fine all’occupazione marocchina. Da oltre dieci anni il governo Marocchino è impegnato in un estenuante tira e molla con l’ONU e il governo della RASD (Repubblica Araba Democratica Saharawi, in esilio in Algeria) per posticipare il più possibile la data in cui indire la consultazione. Il 21 maggio 2005 è scoppiata un’intifada nei territori occupati del Sahara Occidentale: centinaia di militanti saharawi per i diritti civili hanno sfilato per le strade El Ayoun, capitale del Sahara Occidentale. A queste dimostrazioni è seguita una dura repressione della polizia marocchina, denunciata da Amnesty International e dalle più importanti associazioni internazionali per il rispetto dei diritti umani. Il 18 luglio Ali Salem Tamek, sindacalista e militante per i diritti civili, è stato arrestato all’aeroporto di El Ayoun al ritorno da un viaggio in Europa durante il quale era stato ricevuto dal Parlamento Europeo e dalla Commissione Affari Esteri del Parlamento italiano. Insieme a lui sono stati rinchiusi nel Carcel Negro (vera e propria “Guantanamo” del deserto) altre decine di militanti saharawi che dall’8 agosto hanno iniziato uno sciopero della fame che continua tutt’ora. Il Sahara Occidentale continua ad essere una zona vietata ai giornalisti dove i diritti umani sono sistematicamente violati. Radio K Centrale e Radio For Peace dal 2003 collaborano con Radio Nacional, emittente nazionale saharawi, che trasmette dai campi profughi di Rabouni in Algeria, in un progetto di solidarietà il cui obiettivo è quello di superare l’isolamento internazionale in cui si trova la popolazione dei campi. Il 12 novembre a Madrid si terrà una grande manifestazione europea in ricordo di quel tragico giorno e per sostenere la lotta dei diritti civili dei saharawi: vorremmo coinvolgervi nell’organizzazione di una diretta nazionale della manifestazione che sarà ritrasmessa, attraverso la frequenza satellitare di Radio For Peace, nei campi profughi saharawi. Vorremmo costruire insieme una diretta di circa mezz’ora in italiano, da trasmettere congiuntamente in Italia, a cui seguirà un’altra trasmissione di mezz’ora in spagnolo che sarà ritrasmessa a Radio Nacional e irradiata in tutti gli accampamenti. Con questa iniziativa vogliamo riportare all’attenzione dell’opinione pubblica la pacifica lotta del popolo saharawi, sistematicamente ignorata dai media, e creare un ponte radiofonico con la popolazione dei campi profughi, facendo sentire che non ci siamo dimenticati di loro. Cogliamo l’occasione per informarvi che il 25 novembre arriverà in Italia, ospite di Radio for Peace e della Ong Cospe, Hamdi Mohamed Mayoub, giornalista di Radio Nacional Saharawi. Durante la sua permanenza in Italia terremo un ciclo di incontri pubblici in diverse città italiane. Siamo a disposizione se vorrete intervistare il nostro collega saharawi.
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