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Il ministro della Giustizia,
Bouzoubaâ:
"Il Marocco non cederà alle
pressioni"
21 settembre 2005. Rabat (Marocco).
Mohamed Bouzoubaâ,
ministro della Giustizia del Marocco, stima che i detenuti arrestati
in seguito agli ultimi avvenimenti ad El Ayoun, godano di tutti i
loro diritti. L'istruzione dei loro dossier sarà presto riaperta.
Domanda:
Da alcuni giorni, lo sciopero della fame dei detenuti sahraui,
arrestati per le manifestazioni ad El Ayoun, fa molto rumore.
Che cosa succede esattamente?
Risposta:
Effettivamente, questi detenuti stanno facendo uno sciopero della
fame. L'amministrazione penitenziaria è entrata in loro contatto fin
dalle prime ore dello sciopero ed anche prima per conoscere le loro
lamentele. Innanzitutto, alcuni di essi hanno precisato che il
Ministero della Giustizia doveva negoziare esclusivamente con Ali
Salem Tamek, anche lui detenuto nell'ambito di questo affare. È
una prima aberrazione. Inoltre, quando discutiamo con loro,
siamo meravigliati di vedere che le loro rivendicazioni si riducono
alla richiesta di togliere un sedicente embargo sul Sahara ed
alla loro liberazione immediata senza nessun processo. Esigenze non
solo strambe ma anche e soprattutto inaccettabili.
D: Che cosa ne è delle loro
condizioni di detenzione?
R: Tutte le loro domande relative alle
condizioni di detenzione sono state prese in considerazione ed
interamente soddisfatte. I quattro detenuti della prigione di
Casablanca hanno chiesto di essere raggruppati in una stessa cella:
abbiamo risposto positivamente alla loro richiesta. Hanno voluto
beneficiare di visite dei loro familiari: non abbiamo avuto nessuna
obiezione. Tutto sommato, beneficiano di tutti i diritti di cui
beneficia qualsiasi altro detenuto. Non facciamo nessuna distinzione
al riguardo. Hanno accesso al telefono nelle stesse carceri, godono
di un controllo medico regolare da parte di medici che si recano nel
carcere e, all'occorrenza, portiamo i detenuti in ospedale quando il
loro stato di salute lo esiga. Ho dato personalmente istruzioni
affinché nessun detenuto sia leso nei suoi diritti. Tuttavia, è
completamente inaccettabile che si ricorra allo sciopero della fame
per esercitare un ricatto.
D: Siete oggetto di pressioni
straniere in questo affare?
R: Evidentemente, ricevo regolarmente
parecchie lettere di associazioni straniere che sembrano avere delle
idee molto false sulla Giustizia marocchina in generale e
specialmente sulle condizioni di detenzione delle persone arrestate
nel quadro degli avvenimenti di El Ayoun. Ci tengo personalmente
affinché il mio dipartimento risponda all'insieme di queste lettere.
Spieghiamo loro che non si tratta affatto di detenuti di opinione o
di prigionieri politici. Sono individui sospettati di avere
commesso atti criminali. Ed è soltanto alla Giustizia marocchina
attribuito il diritto di pronunciarsi, nel rispetto totale e
scrupoloso dei diritti della difesa.
Per ciò che riguarda Tamek, ad
esempio. Ci si è rimproverato spesso il fatto di averlo trasferito
ad Agadir. Ma ciò che si dimentica di dire è che è stato su sua
domanda che questo trasferimento ha avuto luogo. È malato e di
conseguenza ha chiesto di beneficiare di un controllo medico
regolare. Per questo è stato trasferito ad Agadir. Lo stesso dicasi
per i detenuti di Casablanca. Sono oggi ad Oukacha per la semplice
ragione che le loro famiglie si trovano proprio a Casablanca. Stiamo
facilitando loro le visite, dunque.
D: Insomma non siete disposti a
cedere davanti alle pressioni.
R: Non è il problema di cedere davanti
alle pressioni. Il Marocco non cederà mai. Il nostro dovere è
quello di spiegare a tutti quelli che ci criticano che la legge ed i
diritti dei detenuti sono inviolabili. Il Marocco non interviene mai
nelle decisioni di giustizia dei paesi terzi. È impensabile perciò
che possiamo accettare una qualsiasi interferenza straniera nella
nostra giustizia.
D: Oggi, la questione è sempre in
istruttoria?
R: Adesso che
le vacanze dell'anno giudiziario sono finite, il giudice istruttore
sta per riaprire il dossier e di conseguenza, tutti gli imputati
saranno nuovamente raggruppati ad El Ayoun.
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