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In occasione dell’uscita nelle sale italiane dell’atteso e discusso Agorà di Alejandro Amenábar, distribuito dal 23 aprile 2010 con un anno di ritardo, La Tartaruga edizioni pubblica Ipazia muore, un romanzo unico e appassionato sulla vicenda umana della prima scienziata nella storia: l’astronoma e filosofa vissuta nel IV secolo d.C. che affrontò la persecuzione della chiesa fino alla morte, in nome della sua passione per la scienza, la libertà e la ricerca della verità.
La più nota, nella tarda antichità, fu senza dubbio Ipazia, scienziata e filosofa, nata ad Alessandria d’Egitto nel 370 d.C., inventrice di strumenti come il planisfero e l’astrolabio. Figlia del matematico Teone, e lei stessa prima matematica della storia, fu la più nota esponente alessandrina della scuola neoplatonica, circondata dal rispetto e con allievi giunti da ogni angolo del mondo. Vissuta in un’epoca confusa e intollerante, segnata dallo scontro fra la civiltà ellenistica e il protocristianesimo, la fama di Ipazia suscitò l’odio del vescovo Cirillo al punto da fargli tramare la sua uccisione, avvenuta nel 415. Aggredita da un gruppo di monaci fanatici, fu trascinata in una chiesa e uccisa a colpi di conchiglie affilate. Mentre ancora respirava, le cavarono gli occhi come punizione per aver osato studiare il cielo. Dopo averla fatta a pezzi cancellarono ogni traccia di lei bruciandola. Protagonista di una pagina poco nota della storia – raccontata anche nel tanto atteso quanto discusso Agorà di Alejandro Amenábar – Ipazia è oggi considerata la prima martire pagana del fanatismo cristiano. Lo stesso storico Edward Gibbon ha definito il suo assassinio, messo prontamente a tacere, «una macchia indelebile» nella storia del cristianesimo. In questo romanzo l’autrice ricostruisce la vicenda umana della filosofa, con i suoi affetti, la sua sete di conoscenza e il suo bisogno di amore: una donna la cui volontà non diede mai segno di piegarsi a ciò che il destino e la sua epoca le avevano riservato. Maria Moneti Codignola è docente di Filosofia Morale all’Università di Firenze. Ha studiato il socialismo utopistico, il pensiero illuministico, soprattutto francese, e la filosofia classica tedesca. È membro di alcuni gruppi internazionali di studio su temi di filosofia morale, utopia e bioetica. Ha pubblicato il saggio Non di solo amore (1990). Tel. 02 / 58 14 32 14 e-mail: usta@bcdeditore.it BCDeditore website: www.bcdeditore.it
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