Back

La situazione a Gaza è la peggiore dal 1967
Il boicottaggio internazionale e il blocco Israeliano su Gaza ha indotto la situazione nella Striscia a raggiungere il livello più basso degli ultimi 40 anni, è quanto afferma un rapporto compilato da diverse organizzazioni per i diritti dell'uomo, nel quale si cita la crescente disoccupazione, l'aumento dei prezzi dei generi alimentari e la limitata disponibilità di carburante e di energia elettrica

8 Marzo 2008

6 Marzo 08 [Ynetnews.com] – Da quando Israele ha occupato la West Bank nel 1967 la situazione nella Striscia di Gaza non era mai stata tanto grave come lo è adesso, è quanto ha rivelato un rapporto compilato da Amnesty International e da altre organizzazioni per i diritti dell'uomo che è stato pubblicato nella giornata di Giovedì.

Il rapporto tratteggia un'immagine alquanto cupa della situazione a Gaza negli ultimi anni, e particolarmente da quando Israele ha imposto strette limitazioni al movimento delle merci e delle persone in risposta alla presa di potere a Gaza da parte di Hamas nel Giugno del 2007.

Secondo il rapporto, l'isolamento economico subito dal milione e mezzo di Palestinesi che vivono a Gaza ha fatto peggiorare il tasso di disoccupazione e di povertà e causato il deterioramento dell'educazione dei servizi medico-sanitari. Al momento nella Striscia di Gaza sono più di un milione le persone - l'80% delle famiglie - che dipende dagli approvvigionamento di generi alimentari da parte delle agenzie per gli aiuti internazionali, mentre nel 2006 la percentuale era il 63%.

Inoltre, sono attualmente soltanto 45 i camion a cui viene permesso di entrare ogni giorno a Gaza, in confronto ad una media di 250 nel passato. Il divieto imposto da Israele al trasferimento di materie prime ha condotto al congelamento del 95% dei progetti industriali.

A causa di questo, quasi tutte le fabbriche nella Striscia sono andate in fallimento e sono state obbligate a chiudere.

Anche la presa di potere di Hamas nella Striscia ha avuto un effetto devastante sull'economia locale. Fra il Giugno e il Settembre del 2007, il tasso di Palestinesi che guadagnano meno di 1.2 dollari al giorno è cresciuto dal 55% al 70%.

Il tasso di disoccupazione a Gaza è attualmente al 40% e gli esperti ritengono che potrebbe presto raggiungere il 50%. Solamente l'anno scorso, sono circa 75.000 le persone che hanno perso il proprio lavoro.

Aumento vertiginoso dei prezzi dei generi alimentari

Il blocco imposto alla Striscia di Gaza e il crollo dell'economia locale hanno inoltre contribuito ad un netto aumento nei prezzi degli alimentari. Nel 2007, la popolazione di Gaza ha speso il 62% del proprio reddito per acquistare approvvigionamenti alimentari, quando nel 2004 il tasso era soltanto del 37%. I prezzi di farina e latte sono cresciuti rispettivamente del 34% e del 30% fra il Maggio e il Luglio del 2007. Nel corso dello stesso periodo il prezzo del riso è aumentato del 20%.

A causa delle limitate quantità di combustibile e di energia elettrica a disposizione, gli ospedali di Gaza sono soggetti a lunghe interruzioni della corrente, che durano fino a 12 ore al giorno. Il rapporto afferma che il 18.5% dei Palestinesi che hanno fatto domanda per ricevere trattamento medico al di fuori della Striscia sono stati rifiutati nel 2007 e che il numero di Palestinesi la cui domanda è stata approvata per ricevere trattamento medico al di fuori di Gaza è precipitato del 25%.

Venti persone che attendevano un permesso di entrata in Israele per ricevere trattamento medico sono morte fra l'Ottobre e il Dicembre del 2007, compresi cinque bambini.

“E' necessario esercitare maggiore pressione su Israele”

Gli autori del rapporto chiedono che il governo Britannico e l'Unione Europea esercitino maggiore pressione sul governo Israeliano affinchè rimuova il blocco su Gaza e che si astengano dal limitare il rifornimento di combustibile e di energia elettrica alla Striscia.

Le organizzazioni coinvolte nella stesura del rapporto sollecitano inoltre il Regno Unito e l'UE a fornire l'aiuto necessario per mediare una tregua fra le fazioni Palestinesi, per facilitare i colloqui fra Israele e la AP.

Successivamente il rapporto chiede ai gruppi di terrore Palestinesi di cessare i lanci di razzi e di astenersi dal prendere a bersaglio i civili ed esortano Israele a interrompere gli attacchi su Gaza.

Photo1: Strip under fire [AFP]
Photo2: Empty shop in Gaza [Reuters]
Photo3: Hospital in Gaza. Prolonged power outages [AFP]

*******************

Smettiamola di prendere posizione per una parte
Di Ron Paul – 7 Marzo 2008

Mercoledì 5 Marzo, la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato una risoluzione [HR 951] nella quale si condanna il lancio di razzi da parte dei Palestinesi e che include una difesa stridente delle recenti tattiche usate da Israele nella Striscia di Gaza. La risoluzione inoltre condanna l'Iran e la Siria per "il sostegno dato agli attacchi terroristici," e chiede che l'Arabia Saudita condanni pubblicamente le azioni Palestinesi.

La risoluzione era stata introdotta originariamente lo scorso mese di Gennaio, ma quella attuale contiene un nuovo linguaggio, compreso un passaggio nel quale si afferma che "coloro che sono responsabili del lancio di razzi contro Israele nascondono abitualmente le proprie installazioni di produzione e zone di lancio fra la popolazione civile Palestinese, utilizzandola come "scudo umano” e "l'eventuale incorrere nell'uccisione di civili come conseguenza delle operazioni militari di difesa puntate su obiettivi militari, mentre è profondamente spiacevole, è per niente equivalente dal punto di vista morale alla deliberata presa a bersaglio della popolazione civile come viene attualmente praticato da Hamas e da altri gruppi terroristici di Gaza."

Anche se 23 membri del Congresso si sono astenuti o hanno votato " presente," soltanto uno ha coraggiosamente votato NO: il Rappresentante Ron Paul.

Quella che segue è la dichiarazione che Paul ha dato alla Camera prima del voto.

Mr. Speaker: Mi levo in opposizione alla H. Res. 951, una risoluzione che condanna gli attacchi compiuti con razzi dai Palestinesi su civili Israeliani. Essendo una persona che è costantemente contro la guerra e la violenza, ovviamente non sostengo il lancio indiscriminato di razzi sulle popolazioni civili. Credo che sia terribile che i Palestinesi stiano lanciando razzi che feriscono innocenti Israeliani, tanto quanto credo che è terribile che Israele lanci missili nelle zone Palestinesi che uccidono e feriscono bambini e altri non combattenti.

Purtroppo, l'effetto più probabile di legislazione come questa è quello di perpetuare la violenza in Medio Oriente piuttosto che contribuire ad una sua riduzione. È il nostro continuo coinvolgimento e intervento - specialmente quando sembra essere unilaterale - che riduce gli incentivi affinchè i lati avversari possano raggiungere un accordo di pace durevole.

Oltre a questo, questo progetto di legge continuerà la marcia verso la guerra con l'Iran e la Siria, dato che fa uso di un linguaggio provocatorio che designa questi paesi come bersaglio. Questa legislazione semplifica eccessivamente il conflitto Israelo-Palestinese e una delle zone di maggior fermento in Medio Oriente puntando semplicemente un dito accusatorio contro l'Iran e la Siria. Questo è un'altro pezzo di una serie costante di legislazione passata alla Camera che intensifica l'inimicizia fra gli Stati Uniti e l'Iran e la Siria. I miei colleghi ricorderanno che abbiamo visto un simile flusso costante di legislazione provocatoria contro l'Irak durante gli anni che hanno preceduto l'attacco degli Stati Uniti contro quel paese.

Credo fortemente che dobbiamo smetterla di lanciare proclami che coinvolgono conflitti che hanno niente a che fare con gli Stati Uniti. L'unica conseguenza di questo atteggiamento è quella di incorrere nella rabbia di coloro che si ritengono insultati mentre facciamo assai poco per rallentare o fermare la violenza.

Traduzione a cura di Melektro per www.radioforpeace.info