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Blocco di Gaza: L'Iran si offre di scortare il prossimo convoglio umanitario
- Aiutante minaccia di ricorrere alla Guardia Rivoluzionaria
- Netanyahu mette in guardia sul pericolo di missili su Gerusalemme

Di Ian Black – 7 Giugno 2010

[Domenica, 6 Giugno 2010] - L'Iran ha avvertito che potrebbe decidere di inviare unità navali della Guardia Rivoluzionaria a scortare i convogli di aiuti umanitari che cercano di spezzare il blocco israeliano di Gaza - una mossa che certamente verrebbe sfidata da Israele.

Qualunque coinvolgimento Iraniano, proposto oggi da un aiutante del leader supremo, l'Ayatollah Ali Khamenei, costituirebbe una grave escalation delle tensioni già alte con Israele, che accusa Teheran di voler costruire un'arma nucleare e del suo sostegno ad Hamas, il movimento islamico che controlla Gaza.

“Le forze navali della Guardia Rivoluzionaria iraniana sono pronte a scortare con tutte le loro forze i convogli della pace e della libertà che trasportano aiuti umanitari a favore dell'indifeso e oppresso popolo di Gaza", è quanto ha promesso Hojjatoleslam Ali Shirazi, rappresentante personale di Khamenei, di fronte ai reparti delle guardie.

La minaccia è arrivata mentre il primo ministro israeliano, Binyamin Netanyahu, era intento a respingere una proposta dell'ONU per costituire una commissione di inchiesta internazionale che investighi l'assalto a bordo delle navi umanitarie da parte di commando della scorsa settimana, durante il quale nove persone sono rimaste uccise. Un'altra nave di aiuti, la Rachel Corrie, che trasportava attivisti pacifisti Irlandesi e di altri paesi, è stato abbordato sabato scorso senza far ricorso alla violenza dalle forze israeliane, scortato fino al porto di Ashdod, e quindi i suoi passeggeri sono stati deportati.

Netanyahu ha difeso il diritto di Israele a mantenere il blocco, sostenendo che senza di esso Gaza diventerebbe un "porto iraniano" e i missili di Hamas colpirebbero Tel Aviv e Gerusalemme. L'obiettivo non dichiarato di Israele è quello di indebolire o far cadere il governo di Hamas.

L'Iran ha continuato a sfruttare la questione della "Freedom Flotilla" per fustigare Israele. Il suo ministro degli esteri, Manuchehr Mottaki, ha detto domenica scorsa all'Organizzazione della Conferenza Islamica a Jeddah che il crimine di Israele è "un altro esempio dello sfacciato e crudele trattamento riservato dal regime sionista ai musulmani, in particolare l'oppresso popolo palestinese".

Mottaki ha inoltre chiesto una risoluzione delle Nazioni Unite di condanna d'Israele. Il Consiglio di Sicurezza sta discutendo l'imposizione di nuove sanzioni contro l'Iran a causa della sua incapacità di soddisfare le richieste internazionali sul suo programma nucleare.

L'Iran e Israele non hanno avuto alcuna relazione diplomatica dopo la rivoluzione del 1979 e il presidente Mahmoud Ahmadinejad parla regolarmente della scomparsa dello stato ebraico oltre che della non esistenza dell'Olocausto.

Shirazi ha detto che l'Iran dovrebbe incoraggiare gli sforzi internazionali per rompere il blocco. "Dovremmo denunciare i nostri nemici attraverso una spontanea azione globale e non far loro raggiungere i loro odiosi obiettivi", è stato riportato di aver detto dalla semi-ufficiale agenzia di stampa Mehr.

Le Guardie Rivoluzionarie Iraniane, che hanno una struttura di comando distinta da quella delle forze armate regolari, sono ferocemente fedeli al leader supremo. Khamenei ha attaccato il raid definendolo un "errore" che "ha fatto vedere quanto barbarici siano i sionisti."

La determinazione di Israele a colpire i legami tra l'Iran e Hamas è stato drammaticamente dimostrato in gennaio, quando a Dubai presunti agenti del Mossad hanno assassinato Mahmoud al-Mabhouh, che è stato descritto come il funzionario di Hamas responsabile del contrabbando di armi iraniane verso Gaza.

L'atteggiamento senza compromessi di Israele verso i convogli di aiuti potrebbe essere nuovamente messo alla prova, dopo che due organizzazioni libanesi si sono impegnate a inviare navi a Gaza nei prossimi giorni. Reporter Senza Frontiere sta cercando di mettere assieme 25 attivisti europei e 50 giornalisti per una nave che partirà da Beirut. Il Movimento Palestina Libera – Free Palestine Movement ha in programma un tentativo del tutto simile.

George Galloway, il fondatore di Viva Palestina, ha annunciato a Londra che due convogli simultanei "uno via terra attraverso l'Egitto e l'altro via mare" sarebbero già stati organizzati per il prossimo mese di settembre per rompere il blocco di Gaza. Il convoglio, che potrebbe raggiungere le 60 navi, viaggerà intorno al Mediterraneo per mettere assieme navi, carico e volontari.

Traduzione a cura di Melektro per www.radioforpeace.info